riflessioni ai tempi del Coronavirus

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Insegnamenti

Riflessioni ai tempi del Coronavirus

In questo lungo periodo di isolamento forzato abbiamo l’opportunità di riflettere molto di più di quanto facevamo nel mondo ante Coronavirus, sia perché abbiamo ridotto quasi totalmente gli spostamenti fisici, sia perché siamo in una continua ricerca per ristabilire i nostri equilibri.

Così come racconta Ernesto La Canna, il nostro Project Management Director, del quale condividiamo questo interessante pensiero, ognuno di noi ha l’opportunità di trovare nuove prospettive e arricchire di significati questa esperienza.

“Ripensando a tutto quello che stiamo vivendo da due mesi a questa parte, mi è capitato di porre l’attenzione alla parola Insegnamento.

Il lockdown, l’isolamento forzato che compensiamo con videochiamate, i social e tutto ciò che ci aiuta a rendere un po’ più “normale” e sopportabile la distanza dagli altri, ci sta senza dubbio insegnando molto.

Siamo soliti dire che tutte le esperienze che viviamo, umane e professionali, quando sono significative ci insegnano qualcosa.

Sarà per questo che mi sono soffermato sulla parola: in-segno.

 

Leggendola etimologicamente come “segno dentro” la immagino come un’esperienza che ti viene incontro e ti segna dentro, ti lascia un segno.

Più l’esperienza è forte, dirompente, più il segno che ti lascia è visibile, evidente: in breve, più ti in-segna.

Lo stesso pensiero l’ho avuto riflettendo su un’altra parola, a me molto vicina per ragioni professionali: Formazione.

Rispetto a In-segnamento, la parola Formazione dà istintivamente un’idea diversa, di accrescimento progressivo, di ampliamento, di estensione.

Immagino le due parole vicine chiedendomi:

come possiamo far andare a braccetto queste due parole, che in molti dizionari sono presentate come sinonimi, sia pure con sfumature così diverse?

Come essere umani abbiamo una precisa responsabilità:

fare in modo che l’in-segnamento, anche quando ci mette davanti a situazioni difficili e dolorose non acquisti mai un’accezione negativa, ma ci rafforzi, ci dia la consapevolezza che quella scalfitura non è poi così brutta, anzi tutt’altro.

Guardandola da una prospettiva colorata di una nuova consapevolezza possiamo essere certi di essere capaci di riuscire a misurare quanto l’esperienza ci abbia a suo modo formati, ci abbia fatto crescere.

Con il COVID 19 molto è cambiato, moltissimo cambierà e tutto ci insegnerà qualcosa.

L’auspicio è per tutti noi che questa sia un’occasione preziosa di formazione e di crescita.”

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